Oidnobba’s Redrum indaga il legame tra il suono e l’immagine. Quanto un suono può influenzare la percezione di un’immagine e viceversa? Come sono collegati la parte video e la parte audio di una ripresa cinematografica? E ancora: si può creare una “musica di immagini”, usando i suoni che le riguardano e che le costituiscono?
Attraverso il montaggio di immagini si sperimenta la costruzione di una narratività ritmica musicale.
:: l’idea tecnica ::
Rimanendo fedeli all’ordine delle azioni nella preparazione di un sugo, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulla ripetizione di alcune sequenze, sulla ricchezza di alcuni suoni in particolare e sulla costruzione di una storia che potesse coinvolgere anche sonorità di solito non percepite.
Abbiamo creato una sequenza sonora che alterna momenti ritmici molto definiti e momenti in un certo senso di pausa, che vedono protagonisti alcuni suoni particolarmente elaborati o densi.
:: l’idea artistica ::
L’idea di realizzare un filmato che coinvolgesse come ambiente la cucina e i suoi rumori nasce, oltre che dalla particolare ricchezza e varietà dei suoni offerti da questo spazio casalingo, anche da alcune considerazioni fatte su come vengono realizzati gli effetti sonori nei film horror: per doppiare scene violente vengono infatti solitamente utilizzati frutta e ortaggi, le cui sonorità possono, se decontestualizzate, ingannare le capacità percettive dell’orecchio.
Oinodda’s Redrum è stato presentato al concorso “60 secondi – Concorso per la creatività sulla libertà di movimento”, Venezia, ScalaMata Gallery, 27.10.07
Prodotto da: Pressappoco Production
Durata: 1:00 min
Location: Venezia