Il laboratorio “Libertà di pensiero”, tenutosi al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia nel dicembre 2008, è stato condotto da Fiorenza Menni di Teatrino Clandestino.
Lo scopo del laboratorio era quello di analizzare e studiare la presenza scenica dell’attore in teatro, attraverso un più generale studio della fisicità e della scena teatrale.
“E’ un laboratorio che vuole focalizzare e precisare la direzione sentimentale nell’interpretazione attoriale.
E’ un laboratorio sulla presenza scenica, ovvero ciò che tecnicamente si può perlustrare dopo avere scelto di essere anche attori.
E’ un laboratorio sullo stare in scena come risultato di una divertentissima scelta di pensiero.
Non è un laboratorio per attori, ma una riflessione sul ruolo dell’attore da condividere con studenti e giovani.”
Il laboratorio si è mosso lungo due binari paralleli.
Da una parte ognuno di noi ha dovuto dare una propria personale interpretazione spaziale di un tema a scelta, sviscerato ed elaborato a partire dal disegno di uno spazio, di un’area in terra. Giocando e interagendo con questo spazio, ognuno di noi ha trovato una sequenza di gesti, di movimenti, anche di parole, per comunicare un’impressione relativa al proprio argomento. Il lavoro di ascolto e di visione di questi lavori ha portato il gruppo ad una più attenta consapevolezza dell’altro, del circostante.
Dall’altra parte abbiamo portato avanti un lavoro corale basato sull’esercizio “del rettangolo”: in terra, in mezzo a tutte le aree personali, è stato disegnato un piccolo rettangolo. L’esercizio consisteva nell’andare uno alla volta verso il rettangolo (prima in fila indiana, poi provenendo da diverse direzioni) e “vedere” all’interno del rettangolo il tragico. Bisognava quindi vedere e interpretare un sentimento, ma senza coinvolgimento emotivo, e allo stesso tempo intervenire sul compagno che ci aveva preceduto nell’ordine di visione – consolando, combattendo, dando supporto – solo attraverso dei gesti definiti dall’esercizio (una volta solo un contatto, un’altra uno sguardo, un’altra ancora entrambi, o ancora due contatti e via dicendo).
Attraverso la definizione di alcuni spazi – immaginari o disegnati in terra – abbiamo affrontato il tema della presenza scenica. Alcuni esercizi, sia singoli che di gruppo, ci hanno permesso di trovare un contatto e un dialogo particolare, basato sulla fisicità oltre che sulla parola.

